Über die Ahnenreihe des Arûsiyye Ordens
Arusiyye Tariqa
Der Derwischorden (Tarika) Arusiyye ist von seinen Ursprung her durch Ahmed bin Arus Hazret, der 1463 in Tunesien verstarb, berufen worden. Da Abdüsselàm el-Esmer Hazret für die zweite Belebung und die wesentliche Verbreiterung bekannt geworden ist, ist er als der zweite Ordensgründer (Pir) bekannt.
Nach den Arusiyye Quellen ist Abdüsselam el-Esmer als der zweite „Begründer“ des Arusiyye Ordens von Ahmed bin Arus Hazret angekündigt worden.
Abdüsselam el-Esmer Hazerte war als ein wesentlicher Gegner der nach der Muhammed Zeit auftauchenden neuen Bräuche und des Aberglaubens. Wegen seiner kritischen Haltung dem Aberglauben und dem nicht islamkanonischen Brauchtums war seine Beziehung zu den oberen Stammesführern der Zileytin Umgebung angespannt. Da er unverblümt die landesüblichen Ritualen bei der Hochzeit und den Begräbnis rügte, hatte er sich zuweilen auch Feinde geschaffen. Was dazu führte das man ihn nach Trablusgarp verbannte. Er unterbrach seinen mystischen Weg, bis er wieder nach Zileytin zurück kehren konnte. Aufgrund der Einladung des Berahami Stammes gründet er in Zileytin eine kleines Derwischkloster. Womit die Tarika seine Begründung fand und von dort aus seine Verbreiterung. Abdüsselam el-Esmer Hazret starb im Januar des Jahres 1574 in Zileytin. Sein Heiligengrab ist heute in Trablusgarb und zählt zu den wichtigen Pilgerstätten. Neben der Grabstätte befindet sich die Theologische Fakultät el-Ma´hedü´l El-Esmeri.
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Azrail, Engel des Todes
Nella Miniatura, Azrail, presentandosi a prendere in consegna l’Anima del Profeta Muhammad (S.), Gli chiede il permesso
Azrail, Angelo della Morte
Azrail, creato dalla Luce, è deputato a raccogliere e accompagnare le anime dei morti. Fra le sue innumerevoli capacità, essere contemporaneamente in più luoghi diversi e assumere più forme per portare a termine più incarichi nello stesso tempo.
Azrail è l’Angelo della Morte. Egli è delegato a prendere in consegna l’Anima al momento della sua morte e accompagnarla.
Molto nota in questo senso nell’Islam è la narrazione di un uomo, che, giunto davanti al Profeta Salomone (A.), lo pregò di dargli il potere di comandare il vento e soffiare fino in India. Arrivato in India l’uomo incontrò l’Angelo Azrail, ne ebbe paura e morì.
Salomone (A.) chiese a Azrail, perché fosse apparso a quell’uomo già prima di averlo preso in consegna. E Azrail rispose che egli aveva ricevuto l’ordine di andare velocemente in India a prendere l’uomo e si era meravigliato, come egli avesse potuto già trovarsi là (prima di lui).
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Die Seele

La Nafs
يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا عَلَيْكُمْ أَنفُسَكُمْ ۖ لَا يَضُرُّكُم مَّن ضَلَّ إِذَا اهْتَدَيْتُمْ ۚ إِلَى اللَّهِ مَرْجِعُكُمْ جَمِيعًا فَيُنَبِّئُكُم بِمَا كُنتُمْ تَعْمَلُونَ
O you who have believed, upon you is [responsibility for] yourselves. Those who have gone astray will not harm you when you have been guided. To Allah is you return all together; then He will inform you of what you used to do.
Surat Al Ma’idah (5:105) https://quran.com/5/105
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Die Angst
Angst ist das Gefühl mit dem die Triebseele das Selbst von den Herausforderungen des Lebens und der Selbsterkenntnis hält fern.
Die Angst spricht in einem: „Ich bin nicht fähig, dieses oder jenes zu tun. Ich habe Angst“. Sie wird zur Falle, sie entfernt den Menschen von seinem inneren Wesenszweck. Und wer seinen Wesenskern nicht erkennt, erkennt seinen Zweck innerhalb der Schöpfung und ebenso seinen Schöpfer nicht. Alles Seiende hat seine ihm bestimmte Selbsterfüllung im Kosmos: Das Feuer brennt, der Vogel fliegt. Während die Elemente wie auch die Tiere eine Kenntnis ihres Zweckes haben, muss der Mensch erst zur Zweckerkenntnis seines Selbst gelangen, in dem er seine Triebseele beherrscht. Das Angstgefühl ist eines der triebhaften Selbsthindernisse der Seele. Einzig das Prinzip der Liebe befähigt den Menschen sein Angstgefühl zu überwinden. Für den Geliebten springt man durch das Feuer, überwindet seine Angst. Für den Geliebten stellt man seine eigenen Bedürfnisse der Triebseele zur Seite. Diese Selbstaufgabe befähigt uns über das Gefühl der Angst hinauszuwachsen. Wir opfern unsere Vorteilsgier, lehnen uns gegen die Angst auf.
Ein Gottesliebender betreibt die Selbstaufgabe, um der Liebe Gottes willen, womit er sich gleichzeitig von der Angst befreit.
Geprüft aber wird die Liebe durch den Wettstreit mit dem eigenen Vorteil (Al Ghasali: Das Elixier der Glückseligkeit)
La Paura
La paura è un sentimento con il quale l’anima carnale (l’anima contrassegnata dagli impulsi, paragonabile al concetto di ego) tiene lontani dalle sfide della vita, volte al riconoscimento del Sé.
La paura ci parla e ci fa dire che non siamo in grado di fare l’una o l’altra cosa e che ne abbiamo, appunto, paura. Essa diventa una trappola che allontana l’essere umano dallo scopo che gli è proprio.
Chi non riconosce il suo nucleo essenziale, non riconosce il suo scopo all’interno del Creato e di conseguenza non riconosce il suo Creatore. A tutto ciò che è esistente, a tutto ciò che è, è stato assegnato un compito da eseguire nel Cosmo: il fuoco brucia, l’uccellino vola.
Mentre gli elementi, così come gli animali, hanno una conoscenza o consapevolezza del loro scopo, l’essere umano deve prima riuscire nell’impresa di riconoscere lo scopo del suo esistere, attraverso il controllo o la padronanza della sua anima carnale /del suo ego.
Il sentimento della paura è uno degli ostacoli al perfezionamento dell’anima che noi stessi ci poniamo.
Unicamente il principio dell’Amore rende l’essere umano in grado di superare il suo sentimento di paura.
Per il proprio Amato, per l’oggetto del proprio amore, si salta attraverso il fuoco, si supera la propria paura. Per il proprio Amato si mettono da parte le necessità dettate dall’anima carnale.
Questo nostro sforzo ci dà facoltà di oltrepassare, crescendo, la paura. Noi sacrifichiamo la nostra avidità di ottenere vantaggi che ci rendano le cose più semplici, ci ribelliamo alla paura.
Chi ama Allah esegue il compito che gli è proprio, in virtù della passione spirituale per la Volontà Divina, e al contempo si libera della paura, che svanisce poiché illusoria.
L’amore viene però messo alla prova dalla lotta con ciò che ci porterebbe invece vantaggio
al Ghazali: L’Elisir della Felicità.
BISMILLAH
