Follia sacra (Hilat Raha Kon)

 

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Lascia ogni ipocrita astuzia, o amante, diventa pazzo, diventa pazzo!
Entra nel mezzo del fuoco, diventa falena, diventa falena!
Rendi te stesso estraneo, distruggi la casa,
e poi vieni, e, con gli amanti, dividi la casa, dividi la casa!
Va, e il petto tuo con acqua purissima lava e rilava da ogni malizia,
e poi, pel vino d’amore, diventa calice, diventa calice!

Bisogna che tutt’anima divenga per esser degno dell’Amato dell’anima,
e, se verso gli ebbri vai, vacci da ebbro, vacci da ebbro!

Poi che l’orecchino alle belle fa compagnia alla guancia rosata,
se vuoi quell’orecchio e quella guancia, diventa perla, diventa perla!

E poiché l’anima tua è balzata nell’aria per la mia dolce leggenda,
annièntati allora e, come gli amanti, diventa fiaba, diventa fiaba!

Tu sei notte di Tomba, va e divieni notte del Destino,
e come il Destino, agli spiriti tutti diventa nido, diventa nido!

I tuoi pensieri mirano a un luogo e là ti trascinano:
tralascia i pensieri, e, come il Destino, diventa veggente, diventa veggente!

Desiderio e fantasia serrature sono che serrano i cuori:
tu fatti chiave e, a quella chiave, diventa dente, diventa dente!

La luce divina del Profeta carezzò  il tronco del Hannânè
tu non sei da meno di un legno, diventa hannânè, diventa hannânè!

Salomone ti dice: Ascolta il parlar degli uccelli!
Bestie e uccelli han paura di te, ma va, diventa tana, diventa tana!

Se l’idolo svela il suo volto, riempiti di lui come specchio,
e se scioglie le trecce l’Idolo, va, diventa pettine, diventa pettine!

Fin quando andrai, come Torre, solo in due direzioni? Fin quando sarai debole come Pedina?
Fin quando andrai storto come Alfiere? Diventa Regina, diventa Regina!
Hai ringraziato finora l’amore dei doni e dei beni ch’egli t’ha dato:
dà ora in dono te stesso, diventa un grazie, diventa un grazie!

Per lunga era fosti pietra, per altra era fosti bruto,
e ancora un’era anima fosti, diventa Amato, diventa Amato.

O spirito loquente finché correrai qua e là per tetti e per mura?
Lascia ogni discorso di lingua, diventa muto, diventa muto!

Mevlana Jalaluddin Rumi, Canzoniere 

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 Non tornare a dormire

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La brezza dell’alba ha segreti da dirti
Non tornare a dormire

Devi chiedere quello che davvero vuoi.
Non tornare a dormire

C’è gente che va avanti e indietro
attraverso le porte dove i due mondi si toccano

La porta è tonda e aperta
Non tornare a dormire

Mevlana Jalaluddin Rumi

Rumi, Poesie mistiche, trad. a cura di Alessandro Bausani

***

 

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Ibn ‘Arabī: «My heart has blossomed in every shape: it is pasture for gazelles, a convent of monks, a temple of idols, the pilgrim’s Kaaba, the Torah Tables, the Koran». The zikr of the sufi rufai. EGYPT 2006

http://www.monikabulaj.com/en/portfolio/sacred-crossings/

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Ho trovato Sirri

Sirri calligrafia autografa

Allah, Allah! Alla ricerca di una cura per la mia sofferenza ho trovato Sirri

O Messaggero di Allah, grazie alla tua generosità, consumato dal fuoco [dell’ashk], ho trovato Sirri

Allah, l’Onnipotente, mi ha concesso la Sua Baraka

Egli mi ha dato il permesso di amarlo, ho trovato il Leone, ho trovato Sirri

Per mezzo di Sirri, mi ha reso parte del Suo Segreto (Sirr)

Con la testa rasata, folle come Majnun, ho trovato Sirri

Notte e giorno pativo per la mia infelicità

Allah mi ha concesso il Suo favore, e, ferito, insanguinato, ho trovato Sirri

Mi ha istruito nella Shari’a e nella Tariqa

Obbediente al suo volere, ho trovato l’iman, in Sirri

L’ Amato ti ha dato il comando sulla mia anima, O mio Sheikh

Ho sacrificato il falso ego, per trovare il Vero, in Sirri

Il mio nafs si è appoggiato a Sirri: è così che si svela l’Essenza di tutte le cose

Per questo ho gettato via le mie illusioni, per venire a danzare [compiere il semà] intorno a Sirri

La mia nafs al-ammarà (anima concupiscente) mi ha sprofondato in una miriade di abissi, incatenandomi e incatenato ho trovato Sirri

O Allah, che tutto conosci, il segreto è Tuo, Sirri è Tuo

Il servo è Tuo, il sacrificio Tuo: sono il kurban di Sirri

O Messaggero di Allah, grazie alla tua generosità, misericordia per gli esseri

nel cercar la porta della tua gentilezza, mi inchino ai piedi di Sirri

intercedere per il criminale è segno del tuo alto rango [spirituale]

Tu sai che volando come una falena sono giunto a Sirri

Il cuore assetato non vuole che l’oceano! Che per misericordia non ne venga privato!

Sono solo un mendicante bisognoso e sono arrivato all’oceano, a Sirri

Per la potenza del Nome Supremo, per la bellezza della Luce dell’Essenza

Malato nel cuore, malato nel corpo, ho cercato un dottore, ho trovato Sirri

Mejli, il peccatore, sa che tu sei un sultano generoso

Nell’amore di Allah, l’Onnipotente, sono venuto al mio sultano, a Sirri

*Ilahi di Hazret Shaykh Muhammad Mejli Baba (QS)

YA SULTAN ash-SHEIKH. DESTUR.

EYVALLAH HU!

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“Be with God
Like there are no creatures,
And be with creatures
Like you have no ego.”

Shaykh Abdal Al-Qadir Al-Jilani

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I am before, I am after

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Yunus Emre

I am before, I am after

The soul for all souls all the way.

I’m the one with a helping hand
Ready for those gone wild, astray.

I made the ground flat where it lies,

On it I had those mountains rise,

I designed the vault of the shies,

For I hold all things in my sway.

To countless lovers I have been

A guide for faith and religion.

I am sacrilege in men’s hearts

Also the true faith and Islam’s way.

I make men love peace and unite;

Putting down the black words on white,

I wrote the four holy books right

I’m the Koran for those who pray.

It’s not Yunus who says all this:

It speaks its own realities:

To doubt this would be blasphemous:

“I’m before-I’m after,” I say.

Ashik Yunus

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Demedim Mi?

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Güzel aşık cevrimizi
Çekemezsin demedim mi
Bu bir rıza lokmasıdır
Yiyemezsin demedim mi
 
Demedim mi, demedim mi
Gönül sana söylemedim mi
Bu bir rıza lokmasıdır
Yiyemezsin demedim mi
 
Yemeyenler kalır naçar
Gözlerinden kanlar saçar
Bu bir demdir gelir geçer
Duyamazsın demedim mi
 
Demedim mi, demedim mi
Gönül sana söylemedim mi
Bu bir demdir gelir geçer
Duyamazsın demedim mi
 
Bak şu aşkın haline
Ne gelse söyler diline
Can ü başı Hak yoluna
Koyamazsın demedim mi
 
Demedim mi, demedim mi
Gönül sana söylemedim mi
Can ü başı Hak yoluna
Koyamazsın demedim mi
 
Aşıklar harabat olur
(Dervişler harabat olur)
Hak yanında hürmet bulur
Muhabbet baldan tatl’olur
Doyamazsın demedim mi
 
Demedim mi, demedim mi
Gönül sana söylemedim mi
Muhabbet baldan tatl’olur
Doyamazsın demedim mi
 
Girelim Ali serine
(Erelim Ali sırrına)
(Duralım Mansur dârına)
Çıkalım meydan yerine
Küfrümüz iman yerine
Sayamazsın demedim mi
 
Demedim mi, demedim mi
Gönül sana söylemedim mi
Küfrümüz iman yerine
Sayamazsın demedim mi
 
Pir Sultan’ım der Şah’ımız
Hakk’a ulaşır rahımız
On’ki imam katarımız
Uyamazsın demedim mi
 
Demedim mi, demedim mi
Gönül sana söylemedim mi
On’ki imam katarımız
Uyamazsın demedim mi
 

Pir Sultan Abdal (1480-1550)

 

Haven’t I Told You?

Dear learner, haven’t I told you
You’re not able to suffer our grief
This is a morsel out of pure consent
Haven’t I told you that you’re not able to swallow it
 
 
Haven’t I told you, haven’t I told you
My heart, haven’t I said to you
This is a morsel out of pure consent
Haven’t I told you that you’re not able to swallow it
 
 
Those who don’t eat, will remain in despair
Splatter all the blood through their eyes
This is a phase, it comes and passes by
Haven’t I told you that you’re not able to sense it
 
 
Haven’t I told you, haven’t I told you
My heart, haven’t I said to you?
This is a phase, comes and passes by
Haven’t I told you that you’re not able to sense it
 
 
Look at the manner of that love
It doesn’t hesitate to say whatever comes up in its mind
Haven’t I told you that you’re not able to commit your life
To the way of the truth
 
 
Haven’t I told you, haven’t I told you
My heart, haven’t I said to you
Haven’t I told you that you’re not able to commit your life
To the way of the truth
 
 
Lovers are desolated ones
(Dervishes are desolated ones)
Gain the respect at the stage of the truth
Friendly conversation is sweeter than honey
Haven’t I told you that you can’t get enough of it
 
 
Haven’t I told you, haven’t I told you
My heart, haven’t I said to you
Friendly conversation is sweeter than honey
Haven’t I told you, you can’t get enough of it
 
 
Let’s turn ourselves to Ali’s body
(Let’s comprehend the secret of Ali)
(Let’s go to surrender ourselves to Mansur’s hands)
Let’s step in the esplanade
 
 
Haven’t I told you, haven’t I told you
My heart, haven’t I said to you
 
 
I, Pir Sultan, am praising our shah
All our souls reach up to the truth
Twelve innocents are our guides
Haven’t I told you that you’re not able to adapt yourself
 
 
Haven’t I told you, haven’t I told you
My heart, haven’t I said to you
Twelve innocents are our guides
Haven’t I told you that you’re not able to adapt yourself
 

***

“A volte velo a volte specchio”

Liriche persiane (sec. IX-XIX)

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A volte sono velo a volte specchio
del tuo splendore, e trasalisco attonito
dell’immagine tua nel mio pensiero.

Non dell’acqua né della terra
del conforto s’impasta e foggia
l’essenza della mia passione:
sono la folle polvere
di malinconia che il fremito solleva
della tua gazzella fuggitiva.

Io volo e sfiora il cielo l’orlo
del mio cappello, più in alto ancora
proprio perché umiliati io e il desiderio
le ali spezzate abbiamo a causa tua.

Davanti al sommo bisogno s’incurva
la mia schiena come l’anello
da schiavo del mio orecchio,
e se ascendo più in alto fino al cielo
la falce divento della tua luna.

Non distinguo più alcuna differenza
tra il farsi niente e il permanere eterno,
ma vedo bene che un atomo sono
dell’infinito tuo eterno sole.

Davanti al sommo bisogno s’incurva
la mia schiena come l’anello
da schiavo del mio orecchio,
e se ascendo più in alto fino al cielo
la falce divento della tua luna.

Non distinguo più alcuna differenza
tra il farsi niente e il permanere eterno,
ma vedo bene che un atomo sono
dell’infinito tuo eterno sole.

Che importa se questo mio tempo
me non riconosce! Il tuo specchio anch’io
ormai son diventato: specchio
della Bellezza tua sulle altre eccelsa.

Come potrebbe non gloriarsi il nero
incenso mio che è stato acceso ed arde?
Arde il respiro e ardono i sospiri
cercando il nero neo del volto tuo.

Che mai sia colpito nessuno
dalle invidie dell’emula contesa!
Riarse l’henné dei tuoi piedi vedendo
anche me dal tuo piede calpestato.

Non per le mie lacrime rugiada
sarò della tua primavera:
eccomi invece venditore che offre
il succo del sudore del suo volto
acceso di vergogna
al mostrarsi davanti agli occhi tuoi.

Neanche me stesso col pensiero
mio imperfetto so raggiungere.
Oh, strano mio desiderio! Io desidero
in te la perfezione tua raggiungere.

È qui nel sommo che mirabilmente
terrore e pace posano insieme:
sia nel chiuso del nido che nel volo
sono tue le ali che mi coprono.

Non so nulla di me se non per poco.
So che ero solo sguardo di passione,
e sono adesso solo la visione
che il volto tuo immagina e figura.

Il terreno dell’alta gnosi è mondo
dalle radici della dualità.
Perché non esco ormai fuori di me?
Non sono che il tuo arbusto a sé alienato.

M’arde, o Bidel l’Amantesenzacuore,
la vergogna d’essere privo di un cuore!
No, non posseggo il cuore: ma mi strugge
lo stesso di te la malinconia
per la mancanza e per il desiderio.

 

Mawlānā Abul-Ma’āni Mirzā Abdul-Qādir Bēdil

https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2016/11/24/bidel-dehlavi-a-volte-sono-velo-a-volte-specchio/

***

Nerden Bilsin

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Canı olmayan zahid cananı nerden bilsin

Bi derd olan münafık Lokman’ı nerden bilsin

Muhabbetle gelendir aşk ile menzil olan

Aşka canın vermeyen Sultanı neren bilsin

Dilediği özüdür, özünü bilmez zahid

Zahid özün bilmedi, irfanı nerden bilsin

Sofu halvet içinde cefa ile Hu çeker

Baykuş virane bekler, gülşeni nerden bilsin

Cümlenin canı Gaybi, zahidler inkar eder

Sahraya düşen damla ummanı nerden bilsin.

Sunullah Gaybi Sultan

How would he know?

How would the ascetic without soul know about the Beloved?

How would the hypocrite without pain know about the Lokman? (the name of a healing saint)

Only the one who comes with devotion aims at Love (ashk)

How would he who would not die for Love know about the Sultan?

The ascetic wants his essence; he does not know his essence

The ascetic does not know his essence, how would he know irfan? (gnosis; knowledge confirmed with  experience)

The pious says Hu with suffering in seclusion

The owl waits in misery, how would he know the Rose Garden?

Every soul belongs to the Unseen, the ascetics deny this

How would the drop in the desert know about the ocean?

***

Ben melamet hırkasını

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Ben melâmet hırkasını kendim giydim eğnime

Ar-ü nâmus şişesini taşa çaldım kime ne?

Ah Haydar, Haydar, taşa çaldım kime ne?       

Gâh giderim medreseye, ders okurum hak için

Gâh giderim meyhaneye, dem cekerim aşk icin

Ah Haydar, Haydar, dem cekerim aşk icin

Sofular haram demişler, bu aşkın şarabına

Ben doldurur ben içerım, günah benim kime ne

Ah Haydar, Haydar, günah benim kime ne

Gâh çıkarım gökyüzüne, seyrederim âlemi

Gâh inerim yeryüzüne, seyreder âlem beni

Ah Haydar, Haydar, seyreder âlem beni 

Nesîmi’ye sordular ki yârin ile hoş musun?

Hoş olayım olmayayım, o yâr benim kime ne?

Ah Haydar, Haydar, o yâr benim kime ne?  

Hazret Nesimi (QS)

Il Manto (Khirqa) della colpa,

l’ho indossata sulla schiena

La bottiglia di vergogna e onore

l’ho scagliata sul sasso, a chi importa?

Haydar, Haydar, l’ho scagliata sul sasso, a chi importa?

I pii credenti hanno detto che è vietato

Il vino del mio Amore,

me lo verso da me, e da me lo bevo

Il peccato è mio, a chi importa?

Haydar, Haydar, Il peccato è mio, a chi importa?

A volte salgo al cielo

osservo il mondo

a volte scendo a terra

il mondo mi osserva

Haydar, Haydar, il mondo mi osserva

A volte mi reco presso la madrasa

per imparare i principi del Vero 

a volte mi reco alla taverna

a bere per Amore

Haydar, Haydar, bevo per Amore

Se qualcuno chiedesse a Nesimi…

Sei gentile con il tuo Amato

Che io sia gentile, che non lo sia

Quell’Amato è mio, a chi importa?

Haydar, Haydar, quell’Amato è mio, a chi importa?